Nata ufficialmente negli anni Settanta del secolo scorso, la Media Education si può definire come un campo interdisciplinare che si colloca tra le Scienze dell’Educazione e le Scienze della Comunicazione, mutuando da ciascuno dei due ambiti precisi tratti di metodo.
La Media Education è contrassegnata da una doppia anima: da una parte, quella movimentista, legata al lavoro educativo di insegnanti e educatori, associazioni professionali e comunità autorganizzate “dal basso”; dall’altra, quella accademica, che consente ai saperi e alle esperienze mediaeducative di godere del rigore e della verifica della ricerca scientifica.
La Media Education considera i media come “risorse integrali” per gli interventi formativi e, in questa prospettiva, si caratterizza di quattro declinazioni principali in relazione al concetto di educare:
- educare con i media, ovvero utilizzare i media in una prospettiva strumentale, servendosi per esempio di prodotti educational o documentari a supporto della didattica;
- educare ai media, quindi sviluppare pensiero critico sui contenuti mediali, facendo riferimento alla semiotica e ai metodi di analisi dei testi, da applicare ai diversi linguaggi e forme mediali;
- educare attraverso i media, ovvero assumere un’attenzione ai media in modo trasversale rispetto alle diverse discipline del curricolo scolastico;
- educare per i media, ossia sviluppare competenze di scrittura mediale, educare l’espressività e creare le condizioni per un uso linguisticamente corretto e curato dei media (media making).
Tradizionalmente, a partire dal contesto anglosassone, dove si è originariamente sviluppata, la Media Education viene concepita come attività da svolgere all’interno dei percorsi scolastici, come curricolo trasversale o come curricolo disciplinare, in base ai diversi gradi di istruzione.
Effettivamente, il termine inglese “education”, spesso tradotto in italiano con “educazione”, significa in realtà “istruzione”, facendo così riferimento ai contesti di educazione formale come, per l’appunto, la scuola.
Lo sviluppo della Media Education come disciplina da affrontare nei contesti formali di apprendimento trova spiegazione in due motivi principali: il primo riguarda il concetto di Media Literacy, e quindi il fatto che anche i media, come la lettoscrittura, necessitano di essere “imparati” attraverso un processo di alfabetizzazione che permetta agli studenti di acquisire le competenze per “leggere” e “scrivere” i media; il secondo, invece, riguarda il concetto di Media Awareness, ovvero la consapevolezza d’uso dei media che può essere maturata solo a partire dallo sviluppo del proprio pensiero critico e del senso di responsabilità rispetto ai media. Quest’ultimo aspetto, in particolare, richiama evidentemente la dimensione della cittadinanza, soprattutto quando all’utilizzo dei media si accompagna anche la produzione di messaggi mediali, azione che può configurarsi come una forma di partecipazione allo spazio pubblico.
In tempi più recenti, la diffusione dei media digitali e in particolare il conseguente dilagare delle preoccupazioni connesse ai loro usi scorretti hanno fatto sì che l’attenzione verso i temi mediaeducativi sia cresciuta anche al di fuori dei confini della scuola.
Indubbiamente, oggi più che mai occorre riconoscere come la nostra vita quotidiana sia fortemente segnata dalla presenza del digitale: viviamo onlife, in una dimensione in cui il nostro modo di comunicare e di stare in relazione pone sempre in interazione la realtà empirica con quella “virtuale”, laddove questa definizione descrive null’altro che una delle tante facce del reale.
Proprio per questo, allora, è indispensabile riconoscere la complessità del mondo che abitiamo, rifuggendo il rischio di banalizzarlo alla ricerca di facili risposte, ora apocalittiche, ora integrate.
Per concludere, in questo quadro, la Media Education oggi si configura, da una parte, non più solo come un’attenzione educativa ai, per, attraverso e con i media, ma anche e soprattutto come educazione tout court, poiché non è più possibile formare i futuri cittadini di questo mondo senza che questi diventino pure cittadini digitali; dall’altra, la Media Education si afferma inoltre come prospettiva e chiave di lettura necessaria a partire dalla quale analizzare e comprendere il presente, alla ricerca di un equilibrio che sappia contenere quanto più possibile i risvolti negativi che un uso scorretto delle tecnologie digitali può implicare, ma che, allo stesso tempo, sia realmente capace di avvalersi delle opportunità che queste ci offrono.
C. Roncali
Bibliografia:
Rivoltella P. C., Media education. Idea, metodo, ricerca, Editrice Morcelliana, Brescia, 2017
Rivoltella P. C., “Media Education”, in Rivoltella P., Rossi P. (a cura di), Tecnologie per l’educazione, Pearson Italia, Milano, 2019, pp. 127- 138
Rivoltella P. C., Rossi P. G., Il corpo e la macchina. Tecnologia, cultura, educazione, Scholè, Brescia, 2019
